LANCIA
GAMMA, una vettura di gran classe
by
Pierluigi Tomasi
GENESI La tradizione Lancia nel settore delle
vetture di gran classe (come recitava un suo famoso poster negli
anni della Lambda) a metà anni '60 incominciò ad
entrare in discussione. La progettazione di nuovi modelli, con
l'avvento del prof. Fessia alla direzione tecnica della casa
di Chivasso, si era concentrata su modelli si di classe ( Appia
terza serie e progetto Flavia/Fulvia) ma di cilindrata contenuta
. I modelli Flaminia, ancora bellissimi, incominciavano a mostrare
i primi segni dell'età e infatti la vendita di questi
poco parsimoniosi 6 cilindri da 2.8 litri dopo il 1965 si appannò
fortemente . Lancia riuscì a tenerli in listino fino al
'69 e cercò nel frattempo di rimediare alla lacuna aumentando
progressivamente la cilindrata delle Flavia dagli iniziali litri
1.5 fino, a fine decennio, ai 2 litri . La Flavia indubbiamente
ne guadagnò ma nel 72/73 arrivò, con il nuovo nome
di 2000, anche al capolinea della sua evoluzione. Lancia dovette
quindi pensare ad un nuovo progetto, moderno e di gran classe,
tale da potersi reinserire di prepotenza nel novero delle grandi
firme. La cilindrata di questo nuovo modello non poteva che essere
superiore ai 2 litri ed il progetto del suo propulsore partire
da diverse piattaforme :
Evoluzione del monumentale 6 cilindri a V della Flaminia di De
Virgilio
Evoluzione del collaudatissimo 4 cilindri boxer della Flavia
Utilizzo dei propulsori della nuova proprietà Fiat e di
origine Dino Ferrari (come fu fatto nel '72 per la Stratos)
Dopo almeno 3 anni di congetture e proposte l'ufficio progetti
optò per la tecnologia boxer, disegnando quindi un motore
completamente nuovo a 4 cilindri con alberi a camme in testa
tutto in pregiata lega d'alluminio e con soluzioni tecnologiche
elevatissime e uniche . La cilindrata risultò di 2.5 litri
e la leggerezza di questo motore fu eccezionale se confrontata
con i pari cilindrata dell'epoca. Le caratteristiche ottenute
furono inoltre una elevata coppia ai bassi regimi (un po' a scapito
della potenza massima), una buona erogazione di potenza e un
motore ben bilanciato. Insomma un motore da destinare a grandi
berline di rappresentanza o ad eleganti e comodi coupé
di gran classe. Quest'incarico fu affidato alla mano della Pininfarina
che cucì sia l'abito della berlina che della coupé.
I 2 modelli furono
infine presentati al 56° Salone di Ginevra, nel marzo del
1976 (anche se la commercializzazione della coupé partì
solo nel '77). Le caratteristiche della berlina erano ancora
una volta in controtendenza, come nella miglior tradizione di
Casa Lancia, rispetto alla concorrenza. La trazione anteriore
(all'epoca non ancora così diffusa tra le grandi cilindrate,
a parte Citroen) , il disegno a 2 volumi, l'ottimo cx (circa
di 0.3), l'eccezionale spaziosità fecero della Gamma berlina
una potenziale regina della strada, ma forse in anticipo sui
tempi . Mozzafiato nella linea si rivelò invece subito
la coupé, disegnata da Brovarone . Pur non differendo
nella meccanica dalla berlina questa gran turismo torinese a
3 volumi suscitò , all'esordio, grandi elogi. Ai modelli
2.5 litri e solo per il mercato italiano vennero subito affiancati
quelli 2 litri, allo scopo di aggirare l'iva al 38% imposta sui
veicoli di oltre 2000cc. Nel 1980 sia le berline che le coupé
subirono un indovinato restyling (seconda serie) e , sulla sola
motorizzazione a 2.5 litri, venne introdotta l'iniezione elettronica
Bosch . Le gamma restarono in produzione fino all'82/83 . La
berlina venne poi sostituita dalla Thema mentre la coupé
lasciò un vuoto colmato solo nel '96 con l'avvento della
Kappa coupé .
LA COUPE' Si può dire oggi, a oltre 24
anni dalla sua presentazione, che gli anni non hanno lasciato
neppure una ruga sulla linea della coupé di Pininfarina.
Il disegno della vettura appare attuale ancor oggi, le sue proporzioni
eleganti e classiche la rendono ancora un capolavoro di stile
e leggerezza. L'esercizio stilistico ha superato di gran lunga
le sue antenate, sia la Flaminia coupé, più vistosa
e mastodontica, sia la 2000 coupé, più seriosa
e tozza . Con la Gamma coupé Lancia trovò finalmente
la giusta erede del mito Aurelia B20 . Salire al suo interno
è come un tuffo negli anni '70, ma non in quelli più
beceri . La posizione di guida è del tutto particolare
e comunque lo spazio non è quello che ci si aspetterebbe
da una coupé. Anzi sembra addirittura eccessivo. Alla
guida si apprezzano subito doti di tenuta di strada incredibili
anche per vetture del 2000 . Il merito è sicuramente di
quel felicissimo binomio che solo le trazioni anteriori dotate
di bassi e leggeri motori boxer possono dare. La frenata, agevolata
dalla massima espressione del circuito Superduplex Lancia, è
paragonabile a quella di vetture moderne e non fa rimpiangere
l'assenza dell'ABS . L'erogazione della potenza e una curva di
coppia molto piatta inducono ad una guida sportiva di stampo
turistico che si esalta in circuiti misti-veloci e non troppo
tortuosi.
I PROBLEMI La nomea delle gamma non è
delle migliori. Qualcosa in effetti non ha funzionato e molti
sono stati i difetti meccanici che hanno , soprattutto nel primo
anno di vita dei modelli, subito offuscato la sua immagine, dipingendola
presso il pubblico automobilistico come vettura non affidabile
. Sicuramente alle grandi idee progettuali non fu affiancato
un collaudo pre- commercializzazione altrettanto valido . E purtroppo
anche i correttivi tecnici non furono né veloci né
sufficienti: solo con le seconde serie i modelli raggiunsero
una affidabilità più che buona ma ormai il vaso
era rotto. La Fiat, oramai pienamente padrona anche della progettazione
Lancia, decise l'abbandono del modello e della sua tecnologia.
Questo fece della Gamma l'ultimo progetto Lancia . Fortunatamente
molti di quei problemi tecnici possono oggi essere risolti con
quei semplici interventi correttivi che a suo tempo Lancia e
Fiat non fecero.
IL COLLEZIONISTA I motivi di collezionare un'auto del
genere sono quindi molti ma più che con altre vetture
bisogna stare molto attenti alla scelta del modello e dedicarsi
con amore al suo ripristino e alla sua conservazione . Si consigliano
comunque i modelli della seconda serie, sia il 2000 (il più
affidabile) sia il 2500ie (il più performante) . La ricerca
dovrebbe privilegiare quelle dotate di aria condizionata e di
interni in pelle Connolly . Il velluto Zegna delle seconde serie
era tanto elegante quanto delicato e spesso non ha superato la
prova del tempo e dell'esposizione ai raggi solari. E' inoltre
di pressoché impossibile reperibilità . Oltre a
un controllo visivo di eventuali tracce di corrosione (anche
se le seconda serie subivano già un buon trattamento di
elettro-passivazione) sarà bene controllare l'usura degli
alberi a camme (comunque riprofilabili) e l'eventuale presenza
di schiume o nel vaso di espansione del circuito di raffreddamento
o attraverso il tappo dell' olio motore. La reperibilità
dei ricambi non è facile ma ancora possibile. Consigliamo
infine chiedere in ogni caso consigli ai club dedicati a questo
modello
THE
LANCIA GAMMA story
The upper-medium range
"Gamma" was presented in 1976 back when Hugh Poling
got his first car (65 VW Squareback). The Gamma, in Sedan (Berlina)
and Coupe versions, was a Pininfarina design. The sedan had a
two-volume line, while the coupe had three volumes. The Berlina
suffered from 'practical' styling similar to the Beta Berlina,
but the Coupe was one of the best-looking cars of its era (in
fact, the first time I saw a Coupe I almost rushed out to buy
one). However, this did give the Berlina a drag coefficient of
only 0.37, better than most of its competitors. Both models were front-wheel drive,
with a four-cylinder horizontal engine with opposed cylinders
(the same layout as the Flavia) and boasted two engine sizes:
120 bhp, 1999cc and 140 bhp, 2484 cc. The smaller engine was
only for the Italian market, to take advantage of the low taxes
for cars under 2000 cc. The power output of the larger engine
was relatively low for its size, as the designers had concentrated
on giving a good torque curve rather than producing as much power
as possible. Peak torque for the 2.5 liter engine was 154 lbft
at 3000 rpm, with over 90% available from 2000 rpm. The engine assembly was very compact
in height and length and well-balanced, had a short crankshaft
without torsional vibrations, weighed only 140 kg. The engine
components were in cast aluminum, fuel-air distribution facilitated
by dual overhead camshafts (one for each bank of cylinders) activated
by toothed belt. The engine was praised for being "delightfully
smooth and unstrained" (Autocar), but unfortunately it suffered
from lack of development. The sedan weighed 1320 kg empty and
had a top speed of 190 km/hr with the two-liter engine and 205
km/hr with the 2500 engine. The fly-weight coupe weighed 1270
kg with a slightly higher top speed. This was due to the lower
drag, as although its drag coefficent was higher, the lower frontal
area compensated for it. Two
gearboxes were offered, a five-speed manual, and a four-speed
automatic. The latter sapped much of the car's performance, and
rumor has it that the Gamma's auto box is the only one more troublesome
than that fitted to the Beta. Luckily the manual box is practically
indestructible, so if replacement should prove neccesary there
should be an adequate supply from scrapped manual Gammas. The
early cars used a carburettor to supply fuel to the engine, but
from 1980 Bosch fuel injection was standard, though acarburettor
was an option in Italy. This made little difference to the power
output, though the top speed dropped slightly with injection.
The main reason for the change was increased engine smoothness
and reduce fuel consumption. There were a number of attempts
to increase the power output of the engine. Lancia produced a
16-valve 2.5 liter prototype, producing 170 bhp, and a catalysed
Gamma Turbo prototype for the US market. Lancia dealer Waterloo Carriage in London produced
their own Gamma Turbo. This fitted a Garrett Rotomaster T04B
turbocharger to the carb engine, giving 7 psi boost, and reduced
the compression ratio from 9.0 to 7.8. There was little difference
in performance at legal speeds, however the Turbo Coupe was 20%
faster than the standard car at 0-110 mph acceleration, and had
a slightly higher top speed (129 mph). Between six and ten such
cars were made. Pininfarina developed a number of special Gamma
prototypes. The Gamma Spider was similar in design to the Beta
Spider, with a removable roof panel and rear window, leaving
a roll-bar over the rear seats. The Spider was first shown at
the Geneva show in 1978, but not put into production. Possibly
its greatest claim to fame was the use of the car by Pope John
Paul II when he toured North Italy in the early 1980s. At least
one Coupe has since been modified to the same configuration,
though not by Pininfarina. The
Scala was a Berlina-based four-door sedan with styling similar
to the Coupe, and four square headlamps replacing the two rectangular
units on the standard cars. It was first shown in Paris in 1980,
but again was not taken into production. Perhaps the best-looking
Gamma of all was the Olgiata stationwagon, shown in Paris in
1982. This was an elegant three-door stationwagon similar to
the Beta HPE. Again, this variant was not taken into production,
and the car was advertised for sale in 1994. Possibly the most
disastrous design feature of the engine was the decision to run
the power steering pump from one of the cambelts. Consequently,
when applying full lock in cold weather with a cold engine, that
belt could snap and the other would continue to run the engine
just long enough to cause terminal damage to valves and pistons.
Numerous changes were made in an attempt to cure this problem,
without success. Regular cambelt changes (at least every 18,000
miles) will help, but the only real cure is to replace the power-steering
pump with one driven from the crankshaft. A second problem is inadequate lubrication causing
rapid camshaft wear. This can be reduced or eliminated by running
the engine on fully synthetic oil, or changing the oil every
3000 miles. Another common fault is overheating, due to poor
water circulation allowing sludge to build up inside the engine.
This is often exacerbated by blown head gaskets caused by earlier
overheating. It is important to maintain the correct antifreeze
level in the engine in order to inhibit this buildup.
Authors: Hugh W Poling
(hwp2093@mu.ca.boeing.com) Mark Grant (mark@unicorn.com)
Some
Maintenance Advices
LANCIA
GAMMA numbers
| |
GAMMA COUPE 2000 |
GAMMA COUPE 2500 |
GAMMA COUPE 2500 IE |
|
produzione
nr.
|
1976 / 1983
3.243
|
1976 / 1980
2.337
|
1980 / 1984
1.209
|
| motore (alesaggio
x corsa) CC |
boxer longitudinale a sbalzo (91,5 x 76)
1999 cmc
|
boxer longitudinale a sbalzo (10,2 x 76)
2484 cmc
|
boxer longitudinale a sbalzo (10,2 x 76)
2484 cmc
|
| hp/kw |
120
a 5500 rpm / 88,3 |
140
a 5400 rpm / 103 |
140
a 5400 rpm / 103 |
| coppia max |
DIN 171,7 Nm
17,5 mkg a 3500 rpm
|
DIN 208 Nm
21,4 mkg a 3000 rpm
|
DIN 208 Nm
21,3 mkg a 3000 rpm
|
| alimentazione |
carb.
doppio corpo Weber 36 |
carb.
doppio corpo Weber 36 |
iniezione
BOSCH L-Jettronic |
| Dimensioni largh x lungh x altezza
/ peso |
1730 x4480 x1330 mm
1270 kg
|
1730 x4480 x1330 mm
1290 kg
|
1730 x4480 x1330 mm
1290 kg
|
| Pneumatici |
185/70
-14 o 195/60 - 15 |
185/70
-14 o195/60 - 15 |
195/60
- 15 o 185/70 - 14 |
| Freni |
4
a disco con limitatore post. Superduplex a doppio circuito |
4
a disco con limitatore post. Superduplex a doppio circuito |
4
a disco con limitatore post. Superduplex a doppio circuito |
| Trasmissione |
motore e trazione anteriore |
motore e trazione anteriore |
motore e trazione anteriore |
| Sospensioni |
McPherson
su 4 ruote con barra stabilizzatrice |
McPherson
su 4 ruote con barra stabilizzatrice |
McPherson
su 4 ruote con barra stabilizzatrice |
| Velocita max. |
190
km/h |
205
km/h |
200
km/h |
| Accelerazione 0-100 km/h 0-1000
mt |
10,8 sec
32,5 sec
|
9,5 sec
31,3 sec
|
9,5 sec
31,3 sec
|
| Consumo (lx100
km) a 90 km/h / a 120 km/h / urbano |
8,4
/ 10,9 / 17,2 |
8,7
/ 11,4 / 17,9 |
8,5
/ 10,2 / 17 |
| Quotazione max. italiana |
3.600
euro |
3.600
euro |
4.600
euro |
GAMMA
COUPE' 2.5 IE e GAMMA TURBO - Prove su strada da "AUTOCAR"
(Settembre 1981)
| |
GAMMA
2.5 IE |
GAMMA 2.5 TURBO |
| Velocità
Max |
200
km/h (125 mph) |
207 km/h
(129 mph) |
| 0-48
km/h (0-30 mph) |
3,6 sec |
3,4 sec |
| 0-64
km/h (0-40 mph) |
5,2 sec |
4,9 sec |
| 0-80
km/h (0-50 mph) |
6,9 sec |
6,6 sec |
| 0-96
km/h (0-60 mph) |
9,2 sec |
8,7 sec |
| 0-160
km/h (0-100 mph) |
26,5 sec |
23,2 sec |
| 400
mt (1/4 mile) da fermo |
17 sec / 131,2
km/h (82 mph) |
16 sec / 134,4
km/h (84 mph) |
| 1
Km da fermo |
31,2 s /
163,2 (102 mph) |
29,8 s / 170 (106
mph) |
| Consumo |
7,25 km/l (20,6
mpg) |
5,3 km/l
(15,1 mpg) |
-> Total Manufacturing Numbers HERE
->
Altre quotazioni da RUOTECLASSICHE (Ottobre 1998)
LANCIA
DESIGNS: ENGINE-PISTON-CAMSHAFT-INJECTION-FRONT
SUSP.-BACK SUSP.
-> THE LANCIA FLAT FOUR
|